Cambiamenti ed Evoluzioni

Alcune città cambiano. Altre rimangono pressoché inalterate nel tempo. Milano, per esempio, cambia piuttosto velocemente.

Sono tornata a Milano dopo due anni e mezzo di assenza. Da quando mi sono nuovamente trasferita in Emilia Romagna, non avevo più messo piede nella città che mi ha ospitata per tre anni. Ogni volta che ripenso agli anni in cui Milano è stata “la mia casa”, sorrido. Sorrido perché quando ne parlo, in molti mi chiedono come fosse vivere a Milano. E me lo chiedono con quell’espressione un po’ perplessa, come se volessero dire “dev’essere stata veramente dura”. E invece no. Per me è stata una bella esperienza. Ho molti bei ricordi di quella città. In passato ho anche scritto un bilancio di quei tre anni, e ritengo di essere riuscita ad esprimere l’esperienza in modo obiettivo, con tutti i suoi lati positivi e negativi. Da quegli articoli, da quelle riflessioni e da quel bilancio, però, non avevo più visitato la città.

Com’è stato tornare? Emozionante. Sarò sentimentalista, ma per me è stato emozionante. Ho rivissuto luoghi familiari, vista la frequenza non cui ci andavo un tempo. Non sono stata in centro. No. Non sono stata in piazza Duomo, al Teatro alla Scala, al Castello Sforzesco, a Brera o ai Navigli. Sono stata nella Milano che cambia, quella in continua evoluzione. Quella che ho riconosciuto in alcuni scorci e mi ha stupita in altri. Stupita perché non immaginavo un tale mutamento in così poco tempo.

Sono tornata per l’ennesima volta in Piazza Gae Aulenti, quindi nell’area Garibaldi-Isola. Quella piazza è sempre molto bella. La mia preferita. Fermarsi a bere un caffè in piazza, osservando le persone che passano e i bambini che giocano a pelo d’acqua ha avuto il sapore della quotidianità di un tempo. Così come è stato bello vedere le nuove costruzioni nate in quell’area, le piante ormai cresciute sul Bosco Verticale, e il parco prendere forma nella sua varietà di fiori e arbusti.

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Sono tornata anche al cimitero monumentale. Ora voi vi chiederete cosa ci sia di tanto speciale nel visitare un cimitero. Potete anche forse pensare che sia macabro. Non lo è. Il Monumentale di Milano è arte. È storia e arte. Ogni visita è come la prima volta. Vedo statue nuove, e non riesco a trovare le vecchie che mi avevano particolarmente colpita. E diventa sempre difficile non farsi prendere dallo scatto compulsivo della macchina fotografica. Perché nella tristezza del significato che ha, questo luogo si presta molto alla fotografia. E nella sua tristezza, è anche fonte di riflessioni. Quindi no, non è un luogo macabro da visitare. È un luogo pieno di atmosfera, che ti avvolge nel suo silenzio e nella sua maestosità. Un luogo che fa riflettere sul presente, sul passato e sul futuro. Un luogo che non mi stanco mai di visitare.

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Il posto che mi ha colpito di più nei suoi mutamenti è stato il quartiere CityLife (zona Fiera Milano City). Lo lasciai poco meno di tre anni fa con la Torre Allianz che svettava sulle residenze di lusso progettate dagli architetti Libeskind e Hadid. Ci torno e trovo anche la Torre Generali, il parco CityLife e lo Shopping District. Senza contare l’ultima torre in costruzione, che completerà l’opera. L’evoluzione di questa area mi ha stupita molto. Nonostante sapessi che era cambiata, non mi aspettavo di trovarla così tanto diversa, quasi irriconoscibile rispetto a prima.

Ormai avete capito che per me è stato bello tornare. È stato bello tornare insieme ad un’amica che non conosceva queste zone. È stato bello renderla partecipe di questo pezzettino del mio passato, che inevitabilmente influisce sul mio presente e sul mio futuro, perché ha influito notevolmente sul mio essere. Milano cambia, si evolve nel tempo. Milano ha fatto cambiare me, contribuendo a farmi diventare la donna che sono oggi.

Grazie Milano per darmi sempre emozioni.

Tornerò presto. Questa volta non farò passare quasi 3 anni, te lo prometto. Tornerò prima che tu lo possa immaginare.

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13 pensieri su “Cambiamenti ed Evoluzioni

  1. Pingback: #2018topnine – Le 9 foto più cliccate su Instagram | Idee in movimento

      • Io ci sono andata qualche volta, negli anni settanta a passare del tempo da un’amica. Ci sono tornata qualche anno fa con mia figlia e faccio davvero fatica (sarà l’eta?) ad abituarmi ad una città così grande. Però non mi piaceva nemmeno quando ero giovane. Sono troppo abituata alla provincia, alla campagna, a ritmi diversi da quelli di Milano.

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        • Curioso … io non considero Milano “grande”.
          Londra, Parigi … sono grandi. Milano no.
          Certo, i ritmi sono difficili e caotici, come in una grande città, ma una volta che si trova la propria dimensione, non ci fai quasi più caso.
          Poi chiaramente ognuno di noi è diverso …

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          • Sarà che il paese più grande in cui sono vissuta è stato Diano Marina in Liguria, per 8 anni. Il mio paese attuale è di circa 8500 abitanti…gli altri luoghi che ho frequentato erano, comunque, città di provincia, come Brescia, Verona, Mantova. Tutte città che attraverso a piedi da un capo all’altro. Certo sono stata anche a Francoforte sul Meno, a Duesseldorf, ma solo di passaggio.

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  2. Ricordi belli come i miei sia pur datati.E’ una decina d’anni che non torno a Milano ma vorrei farlo presto.
    Milano è una città piena di risorse molto di più di quanto la gente pensi. Lì c’è un pesso della mia vita più o meno come per te.

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